sabato 10 ottobre 2015

L'ambientamento

Con "ambientamento" si intende quel periodo (dalla durata variabile, sulla base dell'organizzazione di un dato nido e delle risposte del bambino) in cui un bambino dall'età compresa dai 3 mesi ai 3 anni entra in contatto con la realtà dell'asilo nido.
E' un momento molto delicato per tutti: si basa infatti sull'instaurarsi di una relazione di fiducia tra le educatrici, i genitori e il bambino. Come ogni evento che concerne relazioni umane, anche l'ambientamento ha caratteristiche e tempistiche differenti.
Ogni bambino è diverso, ha i suoi tempi, i suoi bisogni, le sue paure, il suo carattere, così come ogni genitore, e ogni educatrice.
Per questo non esistono "ricette" preconfezionate per portare avanti un ambientamento. L'educatrice possiede delle linee guida, dettate dagli studi e dall'esperienza, ma deve anche essere in grado di riadattarle ad ogni nuovo inserimento. Come ogni aspetto del lavoro dell'educatore, anche l'ambientamento deve possedere innanzitutto il carattere della flessibilità: adattare i tempi, le pratiche, le routine alla famiglia che andiamo ad accogliere risulta indispensabile.
Ciò che deve essere tenuto presente è che il bambino, per la prima volta, si separa dalla famiglia, e questo porta inevitabilmente difficoltà, paure, dolori, variabili da bambino a bambino.
Non solo, molto spesso i genitori si sentono in colpa a lasciare il loro bambino, a vederlo stare male, si sentono impotenti di fronte al dolore del loro piccolo, soprattutto se lasciarlo al nido è per loro una necessità dettata dal lavoro.
Il primo consiglio che ho per voi è dunque quello di informarvi il più possibile su questo passaggio: esistono, e sono indispensabili, colloqui individuali con l'educatrice di riferimento per l'ambientamento.
In queste occasioni il genitore potrà rivolgerle tutte le domande, i dubbi, le perplessità, le paure che lo affliggono. Più domande pone, meglio è.
Conoscendo tutte le sfaccettature, le possibili reazioni del bambino, sarà più tranquillo quando riscontrerà nel suo bambino determinate reazioni.
Inoltre, aprirsi con l'educatrice aiuterà a creare quella relazione di fiducia che è indispensabile per un dialogo aperto e tranquillo tra scuola e famiglia.
Da qui, il mio secondo consiglio: il rapporto tra genitori ed educatrice è importante che sia sincero e diretto fin da subito.
Da parte del genitore, è deleterio nascondere paure o domande per imbarazzo o orgoglio, così come "critiche" (purchè gentili e costruttive) nei confronti dell'educatrice. Far crescere infatti risentimento nei confronti dell'educatrice perchè si crede che sbagli in qualcosa, non porta a risolvere il problema. Affidare il nostro bambino a qualcuno è sempre difficile, per questo è necessario parlare liberamente dei problemi per creare un rapporto tranquillo e di fiducia.
Da parte dell'educatrice poi, è estremamente sbagliato mettere pressione ai genitori perchè il bambino ha tempi magari lunghi per affrontare il distacco, così come mostrarsi infastidita dalle domande insistenti, dai dubbi o dalle critiche dei genitori. Deve capire che lasciare il proprio bambino è difficile, e dev'essere quindi a completa disposizione dei genitori per qualunque cosa abbiano bisogno.
Il fine, ancora prima che l'ambientamento vero e proprio cominci, è quello di creare una relazione di fiducia tra famiglia e scuola, così che il bambino si inserisca in una realtà già solida e collegata, in cui si senta bene e tranquillo. 
Una volta che educatrice e genitori si sono conosciuti e si sono scambiati tutte le informazioni necessarie, è il momento di far entrare il bambino al nido.
Si comincia con poche ore al giorno, in cui i genitori restano con il bambino e con l'educatrice all'interno del nido. Lo scopo è quello di far conoscere al bambino il luogo e l'educatrice. Il bambino sarà tranquillo a muoversi nello spazio se ha vicino i suoi genitori!
E poco alla volta, imparerà a conoscere e a fidarsi dell'educatrice.
Dopo qualche giorno passato in questo modo, i genitori lasceranno per qualche ore il bambino da solo con l'educatrice.
I tempi si allungheranno fino a che il bambino sarà tranquillo a stare al nido fino al pranzo, e a seconda della volontà del genitore, fino alla nanna.

Un altro consiglio è quello di non far pesare i tempi nè al bambino nè alla famiglia. 
Un bambino percepisce il fastidio e la rabbia dell'educatrice al suo pianto, ai suoi capricci e al suo dolore. Ella deve mostrarsi disponibile, dolce, deve ascoltare e capire il bambino, senza mostrare risentimento se il piccolo non reagisce come lei si aspetta, o se impiega più tempo del previsto.
Ogni bambino è diverso, e rispettarne i bisogni è un dovere.
I genitori poi si sentiranno giudicati come incapaci se l'educatrice assumerà un atteggiamento di critica più o meno velata nei confronti loro o del loro bambino. Inoltre si sentiranno sempre meno tranquilli a lasciare il loro bambino con lei.

Solitamente l'ambientamento (cioè l'ingresso del bambino al nido, dalle poche ore in presenza del genitore, al tempo pieno senza di esso) dura un tempo variabile dai 10 giorni alle due settimane: non è raro però trovare inserimenti che durano anche tre o quattro settimane a seconda dei bisogni del bambino!

Per concludere, tutto quello che ho scritto finora è indispensabile per far entrare il piccolo nel suo nuovo mondo nel modo più tranquillo possibile.
Se non dovesse bastare, ecco altri piccoli consigli per voi!

  • create una piccola routine, un piccolo rituale: mamme e papà, "preparate" il vostro bambino ogni giorno con una piccola abitudine che gli dia tranquillità e sicurezza prima di portarlo al nido. Cantate, per esempio, una stessa canzone nel tragitto da casa al nido. Oppure, fate colazione insieme guardando una puntata di un cartone, e finito questo, si parte!
  • lasciate che si porti al nido un oggetto affettivamente importante per lui: se il bambino vuole portarsi al nido la sua bambola, la sua coperta, o un suo giocattolo non sta facendo i capricci, sta cercando di portare con sè un pezzo di casa...un pezzetto di mamma e di papà! Gli darà tranquillità e sicurezza, lo farà sentire ascoltato e capito..perchè non farlo? Assolutamente vietato dirgli di no! Quando non ne avrà più bisogno sarà lui a lasciarlo a casa.
  • non considerate il vostro bambino un incompetente. Non è troppo piccolo, non è vero che non capisce. Preparate il vostro bambino a quello che succederà prima dell'ambientamento vero e proprio. Ogni giorno, parlategli. Parlategli tanto di quello che succederà. Ditegli che entrerà in questo nuovo mondo, come, con che tempi, con chi. Spiegategli tutto più volte, con gioia e entusiasmo, vedrete che non solo capirà, ma di riflesso sarà entusiasta anche lui!
  • Leggete, e leggetegli, libretti sul tema. Il libretto che vi ho consigliato nel post precedente è un ottimo e prezioso esempio. Altri titoli potete trovarli chiedendo all'educatrice. Saprà consigliarvi al meglio!
E in ultimo, ascoltate i vostri bambini. Parlate con loro, capite i loro problemi, sorridete alle loro scoperte e alle loro gioie, partecipate ai loro dolori. Li aiuterete a crescere appagati, considerati, riusciranno a entrare in contatto con le loro emozioni, ad accettarle e ad affrontarle se lo farete voi per primi.
Buona fortuna a tutti!

Silvia

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